Rischio vibrazioni: un pericolo ancora troppo sottovalutato
Il rischio da vibrazioni è presente in molte attività lavorative, ma viene ancora oggi considerato marginale rispetto ad altri pericoli più “visibili”. In realtà, può avere effetti importanti e progressivi sulla salute dei lavoratori, soprattutto nel medio-lungo periodo. Le vibrazioni possono interessare: il sistema mano–braccio (attrezzature portatili come martelli, trapani, smerigliatrici) il corpo intero (conducenti di mezzi, operatori agricoli, macchine movimento terra) Un aspetto spesso trascurato è che il rischio vibrazioni non agisce quasi mai da solo. Nella pratica lavorativa è frequentemente associato a fattori sinergici, come: movimentazione manuale dei carichi posture incongrue mantenute a lungo movimenti ripetitivi sforzo fisico …
I rischi emergenti sul lavoro
La sicurezza sul lavoro sta cambiando, e i rischi più diffusi non sono sempre quelli più evidenti. Lo confermano anche le più recenti analisi europee ESENER, diffuse e commentate nel 2025, che fotografano le principali criticità nei luoghi di lavoro. Secondo l’indagine ESENER, i rischi più presenti oggi nelle aziende sono: posizione seduta prolungata e posture scorrette movimenti ripetitivi e disturbi muscoloscheletrici rischi psicosociali (stress, rapporti con clienti e utenti difficili) digitalizzazione, con aumento di carico cognitivo, intensità di lavoro e difficoltà di separare lavoro e vita privata Un dato significativo: cresce il numero di aziende con lavoro da remoto …
Lavori in appalto: la sicurezza non è solo responsabilità dell’impresa
Quando si affidano lavori in appalto o con prestazione d’opera, la sicurezza non riguarda solo l’impresa esecutrice, anche il committente ha un dovere di sicurezza. Questo significa che la responsabilità dell’appaltatore non esclude automaticamente quella del committente, se l’infortunio è collegato a: una scelta non adeguata dell’impresa una mancata verifica dell’idoneità tecnico-professionale l’assenza di controlli su situazioni di pericolo facilmente percepibili Un punto fondamentale: la verifica dell’impresa non può limitarsi a un controllo formale (come l’iscrizione alla Camera di Commercio). Il committente deve accertarsi che l’impresa sia realmente organizzata, dotata di: personale adeguato attrezzature idonee dispositivi di sicurezza coerenti con …
Agenti chimici: nel primo soccorso improvvisare è un rischio
In caso di infortunio da agenti chimici, intervenire senza le giuste conoscenze può peggiorare le conseguenze per la salute. Per questo il primo soccorso aziendale non può essere improvvisato, ma deve essere organizzato, pianificato e formato. Ogni sostanza chimica può richiedere azioni diverse: lavaggi prolungati divieto di indurre il vomito protezione del soccorritore consultazione immediata delle Schede di Dati di Sicurezza (SDS) Un intervento errato può causare: aggravamento delle lesioni esposizione del soccorritore ritardi nelle cure adeguate Per il Datore di Lavoro questo significa: valutare correttamente il rischio chimico organizzare il piano di primo soccorso designare e formare addetti competenti …
Non basta fornire i DPI: il Datore di Lavoro deve vigilare
In materia di sicurezza sul lavoro, un principio è ormai consolidato: fornire i dispositivi di protezione individuale non è sufficiente se non se ne controlla l’effettivo utilizzo. La giurisprudenza ribadisce che il Datore di Lavoro: deve mettere a disposizione i DPI adeguati deve pretenderne l’uso corretto deve vigilare concretamente sul rispetto delle regole di sicurezza Non è una distinzione formale: se i lavoratori operano senza DPI, la responsabilità resta in capo all’azienda, anche quando l’attività si svolge: all’aperto senza apparente rischio immediato o in assenza di eventi infortunistici Un esempio tipico è il casco protettivo: nelle lavorazioni edili è obbligatorio …
In azienda può esserci più di un preposto (e non è un errore)
In molte organizzazioni esiste ancora un equivoco diffuso: se c’è già un preposto, allora non possono essercene altri. In realtà, la normativa sulla sicurezza sul lavoro è chiara: la qualifica di preposto dipende dai poteri e dalle funzioni esercitate, non dal titolo o dalla posizione “formale” in organigramma. Questo significa che: possono esistere più livelli di preposti un preposto può avere sopra di sé o sotto di sé un altro preposto caporeparto, capoturno, caposquadra o sostituti possono essere tutti preposti, se sovrintendono e vigilano sull’attività lavorativa Attenzione però: quando esistono più preposti, gli obblighi e le responsabilità si distribuiscono, ma …
Sicurezza sul lavoro: le responsabilità non riguardano solo i lavoratori
La sicurezza non tutela esclusivamente i lavoratori, ma anche i terzi che si trovano negli ambienti di lavoro. Lo ribadisce la giurisprudenza: le norme antinfortunistiche si applicano ogni volta che un rischio “lavorativo” può coinvolgere chiunque sia esposto a quell’ambiente. Se un pericolo è presente in un’area di lavoro ed è accessibile anche a visitatori, utenti o minori, deve essere valutato, segnalato e gestito. In particolare: i rischi devono essere correttamente individuati nel DVR le situazioni pericolose devono essere segnalate e rese non accessibili le omissioni nella valutazione dei rischi possono generare responsabilità anche gravi, non solo per il Datore …
Infortuni sul lavoro e imprudenza del lavoratore: cosa dice la Cassazione
Quando si parla di infortuni sul lavoro, un principio è ormai consolidato: anche l’imprudenza o la disattenzione del lavoratore rientrano tra i rischi che il Datore di Lavoro deve considerare e prevenire . La normativa sulla sicurezza nasce proprio per tutelare i lavoratori anche dagli errori umani, perché prevedibili nel contesto lavorativo. Questo significa che: l’errore del lavoratore non esclude automaticamente la responsabilità i rischi vanno governati con misure tecniche, organizzative e formative la formazione deve essere efficace, non solo “fatta” Il messaggio per le aziende è chiaro: non basta attribuire l’evento all’imprudenza, occorre dimostrare di aver prevenuto anche l’errore …
Datore di lavoro: la formazione ora è obbligatoria per tutti
Con il nuovo Accordo Stato-Regioni del 17 aprile 2025 cambia l’approccio alla sicurezza sul lavoro: la formazione del Datore di Lavoro diventa obbligatoria per tutti, anche per chi NON svolge il ruolo di RSPP. Non si tratta più di un’opzione o di una buona prassi, ma di un obbligo normativo che riconosce un principio fondamentale: le scelte organizzative e gestionali del Datore di Lavoro incidono direttamente sulla sicurezza. Pensare che la sicurezza sia solo un tema “tecnico” da delegare è un errore che oggi costa caro, in termini di: responsabilità infortuni inefficienze costi nascosti per l’azienda La formazione del Datore …
Lavoratori stranieri e sicurezza sul lavoro: attenzione, la formazione non è solo “formale”
Con il nuovo Accordo Stato-Regioni del 17 aprile 2025 è stato ribadito un principio fondamentale: la formazione deve essere realmente compresa, soprattutto quando riguarda lavoratori stranieri. Non basta “fare il corso”! Il datore di lavoro deve verificare prima la conoscenza della lingua e dimostrare dopo che i contenuti sono stati davvero assimilati. In caso contrario, la formazione può essere considerata non adeguata, con responsabilità penali in caso di infortunio. La Cassazione è chiara: se un lavoratore non comprende rischi, procedure o istruzioni perché la formazione non è stata adattata alle sue competenze linguistiche, la responsabilità ricade sull’azienda. La soluzione? Formazione: …
